domenica 4 marzo 2012

1860: La storia filosofica dei tempi futuri.


L'anno del titolo di questo post, il 1860, fa pensare subito alla storia del Risorgimento italiano. Ricorre infatti oggi il centocinquantunesimo anniversario della misteriosa morte del padovano Ippolito Nievo, scrittore, patriota, seguace degli ideali mazziniani e infine partecipante alla spedizione dei Mille, dal cui rientro trovò la morte a neanche trent'anni durante la navigazione da Palermo a Napoli. Il malridotto vascello su cui viaggiava, l'Ercole (che sarebbe dovuto andare in disarmo già da tempo), naufragò presso il golfo di Napoli senza nessun sopravvissuto. Molto si è detto sulla stranezza di una simile morte, fino allo sviluppo di ipotesi di complotti internazionali ante-litteram, già in epoca risorgimentale, basate forse anche sul fatto che Nievo era il "cassiere" di detta spedizione.
Noto ai più per le Confessioni di un Italiano, romanzo patriottico pubblicato postumo, Nievo fu però anche l'autore de La Storia Filosofica dei Tempi Futuri, un esempio in piena regola di fantascienza ottocentesca di genere distopico, in cui viene tratteggiata la storia europea fino all'anno 2222. 
La Storia si divide in cinque periodi: Dalla Pace di Zurigo alla Pace di Lubiana, Dalla Pace di Lubiana alla federazione di Varsavia (1960), Dalla federazione di Varsavia alla rivoluzione dei contadini (2030), Creazione e moltiplicazione degli omuncoli (2066-2140) e infine Dal 2180 al 2222, o il periodo dell'apatia.
Potete trovare ulteriori informazioni seguendo questo link, oppure ascoltare un estratto pubblicato su RAI Radio 3 direttamente qui.
Ci piace celebrare questo anniversario della morte di Ippolito Nievo, incontrata a nemmeno trent'anni d'età mentre inseguiva i suoi sogni di libertà, pensando che la stessa fantasia che lo portava a desiderare, come molti Mazziniani e come molti Garibaldini, un'Italia, un'Europa e un mondo migliori, ne fece anche un pioniere della letteratura di genere, a cui affidò la sua visione politica e storica del futuro.

3 commenti:

evita*°** ha detto...

Incredibile e molto interessante!

Francesco ha detto...

Sì, davvero. Benvenuta.

Cle Reveries ha detto...

ibruneLessi "Le confessioni di un ottuagenario" quando avevo 13 anni e ne fui rapita, rileggevo e rileggevo le incantevoli e minuziose descrizioni che mi rendevano partecipe di tutta la storia se non addirittura quasi protagonista. Negli anni successivi,studiando e approfondendo lo studio della letteratura italiana, mi sono un po' risentita del fatto che veniva considerato non un grande al pari degli altri suoi contemporanei. Era uno dei minori, ma perchè minore? Il suo posto tra i GRANDI.