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lunedì 9 maggio 2011

Il fantastico (al) Salone del Libro di Torino.



Anche quest'anno, quasi ci siamo. Il Salone è ormai prossimo e segnaliamo gli eventi di genere fantastico in senso lato di cui siamo venuti a conoscenza attraverso il programma ufficiale, oppure dietro cortese segnalazione, o infine per partecipazione diretta agli eventi (in rosso).

Venerdì 13 maggio, ore 11.00 - Spazio Autori A (padiglione 2): presentazione volume "Altri Risorgimenti. L'Italia che non fu (1841-1870)", di Edizioni Bietti, a cura di Gianfranco de Turris. Con il curatore saranno presenti Paolo Granzotto, Giorgio Ballario, Augusto Grandi e Pierfrancesco Prosperi.
Venerdì 13 maggio, ore 15.00 - Bookstock Village: presentazione del volume “Marvel: Supereroi in azione” a cura di The Walt Disney Company Italia; presenta: Isa Arrigoni.
Sabato 14 maggio, ore 10.00 – Stand Regione Marche (Padiglione OVAL Stand X38-Y37): presentazione dei romanzi “I ciccioni esplosivi” di Pelagio D'Afro e “Il quinto cilindro” di Paolo Agaraff, Edizioni Montag.
Sabato 14 maggio, ore 15.00 – Room to the future: “La grammatica del libro digitale - Invasioni mediatiche”, a cura di 40k Books; intervengono: Marco Ferrario, Giuseppe Granieri, Anna Masera, Dario Tonani che in particolare presenterà l'uscita di "Chatarra", terzo titolo della mini saga "Robredo/Cardanica".
Sabato 14 maggio, ore 15.00 – Stand Regione Marche (Padiglione OVAL Stand X38-Y37): presentazione della raccolta “Onda d'Abisso” della Carboneria Letteraria & Friends, a cura di Alessandro Morbidelli, Edizioni Orecchio di Van Gogh. Saranno presenti il curatore e molti degli autori.
Sabato 14 maggio, ore 17.30 – Stand Delos Books (Padiglione 2, Stand G117): brindisi all’antologia “365 Racconti Horror”, collana Atlantide, Delos Books. Saranno presenti molti degli autori.
Sabato 14 maggio, ore 19.00 – Stand Regione Veneto (Padiglione OVAL Stand W66-X65): presentazione della Collana “Quaderni indaco” di Delmiglio Editore, comprendente le raccolte “Melissa e dintorni” e “Trame fantastiche”. Saranno presenti molti degli autori.
Domenica 15 maggio, ore 10.30 – Bookstock Village: “Mille mondi del fantastico - Incontro con Licia Troisi”, a cura di Mondadori ragazzi.
Domenica 15 maggio, ore 12.00 – Sala Professionali: “Tradurre vampiri e mutaforme: dal fantasy ai romanzi rosa - Incontri professionali” a cura di L'Autoreinvisibile e Salone del libro - Intervengono: Alessandra Bazardi (Harlequin Mondadori), Cristina Brambilla (Piemme), Luca Fusari, Chiara Marmugi, Cristina Prasso (Nord). Coordina Ilide Carmignani.
Lunedì 16 maggio ore 11.30 Bookstock Village - Laboratorio Autori: “Come si scrive un horror? Incontro con Johnny Rosso” a cura di Mondadori, con Carlo A. Martigli (in arte Johnny Rosso), autore dei “Super Brividi”.

Mi piace infine richiamare l'attenzione sul fatto che se il paese ufficialmente ospitato è la Russia, in realtà il Salone dedica un'intera parte di programma alla Palestina, definito "special guest", una definizione senza precedenti nella storia del salone. Per maggiori informazioni vedere qui
Buon soggiorno e buon salone a tutte e tutti nella meravigliosa capitale sabauda.

mercoledì 20 ottobre 2010

I ragazzi di Anansi.

Charlie Nancie (detto Ciccio Charlie), statunitense trapiantato in Inghilterra, è un uomo imbranato e timido, ed è avviato ad un incerto matrimonio con una volitiva donna inglese, Rosie, provvista di insopportabile madre/suocera al seguito. Ciccio Charlie è impiegato, e succube di un manager senza scrupoli che sta truffando la clientela dell’azienda, e di un padre la cui vita è segnata dal divertimento allo stato puro, con particolare predilezione per il karaoke e le belle donne, con questi due elementi per lo più fusi fra loro. Ciccio Charlie detesta il suo soprannome, che, suo malgrado, si ritrova puntualmente incollato addosso in ogni fase della sua esistenza. Da suo padre ha ereditato la passione per il canto, ma non riesce a superare il nodo che lo assale alla gola ogni volta che si cimenta con essa.
Un giorno la sua vita muta radicalmente: suo padre muore durante una performance canora, caracollando sul seno di una cameriera del locale in cui si stava esibendo (nulla di diverso da quanto soleva fare prima del decesso), e nella vita di Ciccio Charlie appare all’improvviso uno sconosciuto fratello, Ragno. Intorno alla scoperta dell’esistenza di questi ruotano poi tre anziane e arzille signore dall’aria vagamente stregonesca.
Ragno si rivela l’incarnazione di tutto ciò che Ciccio Charlie avrebbe voluto essere (e che un tempo si sospetta che fosse): è affascinante, sicuro di sé, vitale, e dotato di uno sguardo magnetico e di una loquela sempre convincente. Le donne si danno a lui come le foglie alla brezza d’autunno.
In breve tempo gli soffia Rosie e si stabilisce nella sua dimora, rivelandosi sempre più molesto e insopportabile.
Del resto, Ragno può fare quel che vuole, perché lui è un dio. Ed era un dio anche il loro padre, il compianto Anansi.
Per liberarsi di lui, e grazie all’aiuto delle anziane signore, Charlie si avventura fra gli dèi e stringe un patto con la Donna-Uccello (una divinità che si manifesta in ogni genere di volatile in qualunque parte del mondo), salvo poi pentirsi delle sofferenze arrecate all’ingombrante fratello. Per Ciccio Charlie, infatti, più che un consanguineo, Ragno è praticamente… una parte di sé.
Allo scontro fra le divinità partecipa anche Tigre, che ha in odio la progenie di Anansi, perché questi trascorreva il suo tempo prendendosi gioco di tutti gli altri dèi, e perché a Tigre in particolare il compianto aveva sottratto il potere delle storie raccontate dagli uomini.
È una storia leggera e grottesca quella che Neil Gaiman ci propone ne I ragazzi di Anansi, un romanzo che si colloca a pieno titolo nel genere “Urban Fantasy” attualmente molto in voga. La storia, non priva di una valenza umoristica tutta britannica, risente dello spirito eclettico dell’autore, già Premio Hugo, Nebula, e Bram Stoker nel 2002 con il precedente American Gods, nonché autore di storie a fumetti e sceneggiatore cinematografico e televisivo (basti citare Sandman, Stardust e Coraline).
I ragazzi di Anansie ben si presterebbe in effetti ad un adattamento illustrato, in forma di fumetto o meglio ancora di film, magari d’animazione. Lo suggeriscono persino gli eleganti e azzeccati sottotitoli dei capitoli, costituiti da brevissimi e accattivanti prologhi del loro contenuto.
Le atmosfere sospese fra l’onirico e il surreale ricordano inoltre, a tratti, il Tim Burton dell’indimenticabile Big Fish, in particolare l’irrisolvibile rapporto del protagonista con la imbarazzante ma anche insuperabile immagine del padre incantatore e racconta-storie.
Risultano particolarmente graditi a chi vi scrive due elementi nei quali possiamo forse rintracciare il significato del romanzo, ovvero l’idea della possibilità di recuperare la parte migliore di sé mettendosi in gioco nella vita (soprattutto nel rapporto, per un uomo, con le donne), e il conseguente happy ending, oggi tanto raro quanto apprezzabile.
Benché il dialogo e la vicenda siano conditi di stereotipi di natura "filmica" anglo-statunitense  (che rafforzano il convincimento della possibilità di un efficace adattamento cinematografico, benché non troppo originale), questo romanzo rappresenta una piacevole e consigliabile lettura.
Un vago insieme di sensazioni, infine, suggerisce che la versione in lingua originale possa risultare preferibile per un giudizio appena migliore. Ma è solo un’ipotesi, più che mai rispettosa del lavoro del traduttore.
Per una versione audio delle prime pagine, andate pure qui.

giovedì 20 maggio 2010

Edizioni Bietti presenta i suoi libri di fantascienza al Salone del Libro di Torino 2010.

Prima di partire per la capitale sabauda, avevo utilizzato l’efficiente motore di ricerca interno al sito del Salone del Libro, inserendo come parole chiave “fantastico”, “fantasy” e “fantascienza”. Ebbene, il risultato cumulato della ricerca aveva prodotto, fra le centinaia di incontri previsti nei cinque giorni della manifestazione, ben cinque risultati, fra i quali alcune presentazioni di giovani autori italiani. Inserendo invece esclusivamente la parola “fantascienza”, il risultato si riduceva ad uno soltanto.
Nella sessione dal titolo “Il fantastico mondo del fantastico. La letteratura italiana tra immaginazione e realtà”, a cura delle Edizioni Bietti, domenica 16 maggio alle ore 13.00, in una sala gremita di partecipanti, la casa editrice milanese ha presentato intriganti titoli di fantascienza che fanno parte della strategia di rilancio dell’azienda nella narrativa italiana, un vero e proprio restyling in termini di immagine e contenuti che non si può non apprezzare e incoraggiare.
L’incontro è moderato da Gianfranco De Turris, che esordisce individuando nella cosiddetta “narrativa dell’immaginario” l’espressione forse più appropriata per la definizione del genere in discussione. Se da un lato è infatti opportuno riconoscere che “tutta la narrativa è fantastica” (Borges), in quanto qualunque invenzione alla base di una storia è frutto di finzione (citazione che ci trova d’accordo), può essere altrettanto importante fare riferimento a definizioni più precise per ciò che si considera unanimemente “genere” letterario. Ciò detto, il tipo di fantascienza a cui possono ascriversi i titoli della Bietti è indubbiamente quello della “fantapolitica” e della “fantastoria”. Ne è prova evidente il romanzo di Pierfrancesco Prosperi, “La casa dell’Islam”, ambientato in un prossimo futuro nel quale l’autore immagina lo scenario conseguente alla presa di potere in Italia da parte di un partito di ispirazione islamica. Il romanzo rappresenta il seguito del precedente “La Moschea di San Marco”, ed in futuro è previsto anche un terzo libro. Una storia simile rientra nella definizione di “fantapolitica” più che di “storia alternativa” in senso stretto, in quanto, alla base della narrazione, non vi è da parte dell’autore alcuna modifica determinante di un particolare evento storico. Simili considerazioni valgono anche per “Il cuoco di Mussolini”, di Carlo Bordoni (assente dall’incontro per motivi personali): in questo caso un pur inedito evento collocato dall’autore nella storia passata non modifica affatto il flusso dei fatti successivi, pertanto è preferibile parlare di “fantastoria”. Del tutto diversa è la prospettiva di Enrico Passaro, che nel suo “Inferni” affronta invece questioni di carattere religioso ricorrendo ad elementi fantastici-horror, immaginando una esasperata competizione fra emissari di inferni diversi, ascrivibili alle varie confessioni, volta ad accaparrarsi le anime degli agnostici e degli atei che abbandonano la vita terrena.
Come le importanti scelte dell’editore dimostrano, risulta dunque in crescita l’affermazione degli scrittori di FS nostrani, a riscontro diretto dell’elevato livello raggiunto sia in termini di qualità delle opere che di originalità ed inventiva.
Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano si occupano a questo punto di presentare l’antologia “Ambigue Utopie”, che hanno curato (vedi anche qui). Come ci ricorda l’affascinante sottotitolo, ovvero “Diciannove racconti di fanta-resistenza”, il volume esamina il rapporto fra individuo e potere in Italia, attraverso il tratteggio di diciannove scenari ucronici/utopici descritti in altrettanti racconti consapevolmente accomunati dal particolare punto di vista, quello proprio della sinistra politica. Talora, estrema.
Walter Catalano riferisce all’uditorio che una simile proposizione non poteva che destare pareri opposti a seconda dell’orientamento politico: nei social network è infatti evidente che mentre a sinistra il libro ha prodotto un consenso pressoché unanime, da destra invece l’operazione tenda ad essere considerata come una forma di propaganda; un confronto che ricorda in parte quello degli anni ‘70, ma con una vocazione diversa, fondata sulla maggiore serenità attuale del dibattito. Nessuno oggi (almeno nella fantascienza) intende togliere la parola al suo antagonista, e forse il dialogo fra gli opposti diventa possibile.
Il riferimento all’eredità del filone classico dei racconti dell’ucronia italiana è testimoniato dall’inclusione nell’antologia dei racconti di Vittorio Curtoni e Gianfranco De Turris, già pubblicati anni addietro su “Galassia”.
Gian Filippo Pizzo ricorda che se le due “componenti”, quella sociale e quella più disimpegnata, rispettivamente riconducibili a H. G. Wells e J. Verne, hanno sempre rappresentato i due binari sui quali la fantascienza si è mossa, durante il periodo post-bellico, in Italia, si assistette a una crescita nella diffusione delle forme più impegnate socialmente: accanto alla rivista Urania, che richiamava soprattutto lettori attratti dall’avventura, iniziarono a diffondersi autori, soprattutto statunitensi, di una forma di letteratura più “adulta”, in cui era possibile rintracciare un’attenta analisi sociologica, sovente all’interno di una matrice di tipo progressista. “Ambigue Utopie” rientra dunque a pieno titolo in questa “social sci-fi”, sebbene con una veste più dichiaratamente politica.
Nei brevi interventi conclusivi, P. F. Prosperi cita esempi classici di eventi spesso presi a prestito dagli autori di storie “ucroniche”, quali lo sviluppo delle armi nucleari o il fallito attentato ad Hitler, la modifica dei quali avrebbe avuto effetti drammatici sulla storia mondiale: gli scenari derivanti da simili operazioni immaginarie sono espressione della FS più pura; E. Passaro ricorda che è fondamentale che un romanzo sia bene equilibrato fra le sue tre componenti di base: azione, ricerca stilistica e contenuto della narrazione, e che la prevalenza di una a discapito delle altre può compromettere la qualità complessiva dell’opera.
L’interessante discussione che chiude l’evento verte sulla definizione di “ucronia” e, inevitabilmente, sulla questione “La fantascienza è sempre di sinistra?”.
Alla fine dell’incontro scambiamo volentieri due chiacchiere con l’editore, Tommaso Piccone, del quale non sfuggono fiducia ed entusiasmo nel rilancio delle Edizioni Bietti, la cui crescita nella narrativa comprende, accanto al piano editoriale “mainstream”, un importante investimento in autori italiani di genere fantascientifico, come la pubblicazione di quattro titoli in sei mesi, e la presenza a Torino come sponsor dell’unica presentazione di romanzi e racconti di fantascienza, dimostrano senza lasciare spazio a dubbi.
Dietro questo entusiasmo c’è l’obiettiva e serena consapevolezza, che non possiamo non condividere, della quantità e della qualità, entrambe elevate, di autori italiani di genere e non.
Non possiamo che rinnovare alle Edizioni Bietti (attenzione: questo è il sito internet, diffidare delle omonimie!) i nostri complimenti per una scelta che siamo certi che sarà ben ripagata da tutti i punti di vista, e che è purtroppo rara nell’attuale panorama editoriale italiano.
A presto fra le pagine di questo blog per eventuali recensioni.
Auguri sinceri all’editore e a tutti gli autori e i curatori.