Visualizzazione post con etichetta Premio Urania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Premio Urania. Mostra tutti i post

lunedì 8 ottobre 2012

La fantascienza di Francesco Verso al Centro Elsa Morante.


In occasione dell’uscita in formato digitale del romanzo e-Doll – Il Fabbricante di Sorrisi, di Francesco Verso – vincitore del premio Urania Mondadori 2008 – il Centro Culturale Elsa Morante nell’ambito del ciclo: “Lo scrittore contemporaneo”, organizza un incontro con l’autore durante il quale si parlerà, oltre che di fantascienza, anche di editoria digitale e scrittura.
Moderatore dell’incontro, Pier Luigi Manieri saggista, autore teatrale e addetto alla programmazione artistica e culturale dell’Elsa Morante insieme a Emmanuele Pilia, critico d’arte e fondatore di A.L.T.A. - Associazione Laboratorio TransArchitettura
La presentazione si terrà presso il Centro Culturale Elsa Morante (Piazzale Elsa Morante, vicino al Centro Commerciale Eur Roma 2) il giorno venerdì 12 ottobre 2012, dalle ore 19. A seguire, aperitivo con l’autore.

venerdì 27 luglio 2012

Il vincitore del Premio Urania


Con qualche giorno di ritardo, ma non possiamo non dare notizia del vincitore del Premio Urania. All'edizione di quest'anno hanno partecipato più di sessanta proponenti, fra i quali la giuria (Federica Bottinelli, Silvia Castoldi, Mauro Gaffo, Marco Passarello e Sebastiana Vilia) ha selezionato come finalisti i seguenti cinque:

Stefano Agnoletto, Diario di un fuoriuscito 
Italo Bonera, Demone 
Alessandro Forlani, I senza-tempo 
Samuel Marolla, Milano anno zero 
Luigi Rinaldi, Hakkakei 

L’editor dei Libri periodici Franco Forte e il curatore di “Urania” Giuseppe Lippi hanno assegnato il primo premio al romanzo I SENZA-TEMPO di Alessandro Forlani, che sarà pubblicato nel numero di novembre della rivista.

Copiamo dal Blog di Urania:
"Il libro di Forlani rompe con gli schemi della fantascienza di questi ultimi anni e comincia con un avvenimento del tutto inspiegabile nel 2012. Di qui prosegue in due tappe distanti dodici anni l’una dall’altra, nel 2024 e 2036, sulle tacce di quattro strani vecchi con le facce segnate dalle verruche e particolarissime abitudini ereditate dalla notte dei tempi. I tre più innocui (si fa per dire) si chiamano Totali, Pantocrati e Maggioritariis: forse uomini d’affari, forse manipolatori della legge, visto che due sono anche legulei… e forse molto di più. Il quarto si fa chiamare Monostatos e ha in odio il mondo: “Io rattrappirò quest’aborto di epoca! Ho nostalgia di crinoline e carrozze, mi schifano gli edifici quadrati, mi annoia questo chiasso di cachinni, fragori e l’insipienza del tutto. M’irritano l’ovvio, il pratico, il razionale. Lo farò per appetito, cupidigia, capriccio, lo farò ‘perché sì’. Se l’universo ne sarà consumato io non me ne curo, sarò torpido, sazio. Il mio flato scoppierà nell’infinito…”. Il culmine del romanzo viene raggiunto in un crescendo di tensione che non deriva soltanto dalla sconcertante premessa, ma dalla discesa in una società italiana completamente malefica. Nell’attesa di scoprire insieme cosa c’è dietro, non possiamo che augurare buona pazienza a tutti!"

Questa e altre news alla fonte, qui.


Vivissime congratulazioni al vincitore!

domenica 19 febbraio 2012

"Lazarus", di A. Cola

Nell’intervista che ci concesse qualche tempo fa, poco dopo la vittoria del Premio Urania 2009, a proposito del tema della “falsa immortalità” che attraversa il suo romanzo Lazarus e su cui gli chiedevamo un chiarimento, Alberto Cola affermò:
"(è) l’immortalità che gli uomini cercano attraverso l’effimero, l’inutile, l’artefatto. E da questo punto di vista invece l’irruzione di Mishima in una società futura dove ciò è portato all’estremo, rappresenta una contraddizione all’ennesima potenza. Tra coloro che cercano il modo per perpetrare la propria vita e resistere al tempo, l’unico dotato di una reale immortalità è colui che ha scientemente cercato la morte."




Nel romanzo vincitore dell'Urania 2009, Yukio Mishima, patriota e intellettuale nipponico suicidatosi nel 1970, è stato riportato alla luce ed è sfuggito al potente Hitasura, l’industriale che finanzia il progetto ("Lazarus", appunto) di rigenesi. Il mistico Gabriel (per metà giapponese e per metà “gaijin”) è stato incaricato di ritrovarlo e portarlo indietro. Il valore del redivivo Mishima si lega al suo possibile ruolo nello scontro politico del futuro. Gabriel rintraccia il rigenerato fin dai primi capitoli del romanzo, ma è in realtà animato dal segreto scopo di assecondare la sua fuga verso il ritorno nel mondo dei morti, il solo che, appunto, possa conferire “l’immortalità”.
Sullo sfondo cupo e buio di un Giappone che deriva da una sapiente miscela fra una ragguardevole conoscenza della sua cultura da parte dell’autore e una visione futura in cui il principio storico dell’isolamento si è visceralmente diffuso all’interno dell’arcipelago stesso (Tokyo è separata dal resto del paese da possenti fortificazioni, al di fuori delle quali non si sa bene cosa aspettarsi), si muovono personaggi che contemplano il rossore dei tramonti e i rari momenti di luce con la sensibilità di una non vedente (la bella Miko), che nel buio cercano una luce interna da cui devono però difendersi (il "poliziotto del pensiero" Hasuwara, nemico giurato del protagonista sin dall’infanzia), o che infine sono disposti a cedere a un gruppo di fuggiaschi tutto ciò che è rimasto loro, pur di tornare a sentirsi vivi (il proprietario del cinema abbandonato nel paesino fuori Tokyo).
Si è detto da più parti che la vicenda narrata in Lazarus ruoti intorno al “resuscitato”, Yukio Mishima. Se da un lato ciò è indubbiamente ineccepibile dal punto di vista formale, dall’altro a noi sembra invece che quella che viene tratteggiata in questo romanzo sia la ben più appassionante storia del protagonista di fantasia, il mistico Gabriel.
“Diverso” sin dall'infanzia vissuta in una delle culture da sempre più monolitiche del pianeta (sua madre è australiana), “diverso” dalla maggioranza degli altri esseri umani per via delle straordinarie capacità della sua mente (la "Pulsazione"), “diverso” in ultima analisi e forse di conseguenza, dalla collettività rassegnata a un’esistenza i cui percorsi sono stati stabiliti da altri, Gabriel/Cola ci racconta la sua storia dal punto di vista privilegiato di chi al tempo stesso si muove con il corpo (quello di guerriero e di giapponese) all’interno della realtà in cui si trova ma osserva con la mente (quella di mistico e di gaijin) la stessa realtà dal di fuori. Gabriel si muove in quella zona di confine fra luce e buio dove ogni dettaglio assume sfumature, contorni e colori diversi. È precisamente in questo modo che la sua diversità, da apparente punto debole, diventa in realtà la leva di incredibile potenza sulla quale poggia e si dipana la vicenda, che assume da subito la forma suadente di una ribellione "intelligente" e silenziosa. Non è certo nell’azione fisica che si troveranno i maggiori pregi di Lazarus, bensì in quella interiore.
Ed è dunque così che, in ultima analisi, la diversità di Gabriel, da semplice dato di fatto assoluto e incontrovertibile, diventa identità, si fa scelta consapevole e strumento di ribellione immediata, priva della necessità di progettare se stessa, epidermica. Solo in questo modo la sconfitta di una civiltà trova il suo riscatto, nella vittoria del singolo individuo.
Essere disposti a identificarsi nella rivolta sussurrata e nascosta di questo personaggio è probabilmente la sfida di questo romanzo, se si intende apprezzarlo nel modo in cui è lecito sospettare che l’autore ne abbia vissuto (consciamente? Forse no) la genesi. Chiunque abbia in sé un barlume di quel sano spirito di opposizione alla violenza di qualsiasi ordine precostituito non potrà che subire questa sorte. Agli altri, non possiamo che consigliare di ritrovarlo. Dentro di sé. E non è escluso che Lazarus, grazie anche a una prosa ricca, disinvolta e a tratti poetica, possa aiutarli in tal senso.
Poiché Lazarus ha anche il pregevole dono della sintesi, il volume 1565 della collana Urania si arricchisce di due racconti dello stesso Cola, ovvero il poetico La porta di nuvole e il divertentissimo R.F.C., due storie del tutto diverse dalla vicenda del romanzo, a dimostrazione, come se fosse necessario, della versatilità dell’autore, e infine l’originalissimo L’Imbianchino di Anime, a firma di Daniela Piegai, racconto dolcissimo e delicato, il cui finale, mi sia concesso, lascia un sapore troppo amaro dopo tanta bellezza.
Ma è il limite del sottoscritto.

P.S. si parlerà di Lazarus il 22 febbraio qui.

sabato 12 novembre 2011

Il Re Nero è in edicola!

Polis Aemilia è una "megacittà-stato" incuneata nella Repubblica Italiana di un imprecisato futuro nel quale l’intera Eurasia ha assunto una fisionomia oggi imprevedibile. Riccardo Mieli è un investigatore privato con un inquieto e inquietante passato, che combatte a forza di cinismo e dosi elefantiache di tranquillanti. Mattia Raimondi è un onorevole ambientalista accusato di omicidio. Helena Brahamovich una squillo uccisa con diciassette coltellate nella sua abitazione nella Zona Blu della Polis, l’area del proletariato urbano annidato in edifici realizzati secondo gli assurdi principi di facciata del risparmio energetico. I Corpi Medici, dotati di una struttura fortemente militarizzata, hanno di recente preso il controllo del Policlinico, resosi responsabile della più temibile crisi sociale e medica della città-stato alcuni anni orsono, la Crisi dei cosiddetti "Dissonanti". Sono questi gli ingredienti dell’incipit de “Il Re Nero”, romanzo di Maico Morellini vincitore del Premio Urania 2010 in edicola in questi giorni, del quale vivamente consigliamo l’acquisto.
Immaginare un credibile futuro più o meno lontano nel tempo eppure a noi così prossimo nell’esasperazione delle tinte fosche dell’oggi non è cosa facile, soprattutto quando si decide di collocarlo dalle nostre parti. Solo da poco tempo a questa parte gli autori italiani, salvo eccezioni, hanno iniziato a usare il nostro paese, le nostre città, i nostri cognomi, come elementi di storie di fantascienza. Forse perché è da poco che i lettori, superando l'esterofilia che ci caratterizza, mostrano (ed era ora) migliorate capacità digestive in tal senso. A giudicare dal romanzo di Maico Morellini i risultati possono rivelarsi eccellenti. Non è semplice utilizzare luoghi e personaggi fantascientifici prelevati dall’italica quotidianità senza cadere nel banale quando non nel ridicolo, e sono perciò pochi a riuscirci in modo verosimile e divertente. Questo è precisamente quanto accade ne “Il Re Nero”, un romanzo che sarà gradito non solo ai cultori della science-fiction ma certamente anche a quelli del giallo. 
La Polis, derivante dall’aggregazione delle tre città di Bologna, Reggio Emilia e Modena, che senza soluzione di continuità sono integrate l’una nelle altre, è il frutto neo-ellenistico della ricerca di principi fondanti la società all'interno di una cultura antica, sulla base della convinzione che il solo possibile rimedio al caos imperante al di fuori dei suoi confini si trovi nella razionalità della polis greca, i cui rituali, pur rivisitati in chiave moderna, diventano usanze, tradizioni e leggi del domani. Polis Aemilia è la punta di diamante della cultura e della scienza italiane nel mondo; esporta prodotti ad alto grado di sviluppo tecnologico, usa sistemi di comunicazione e trasporto all’avanguardia rispetto al resto d’Italia, lo stato arretrato che la circonda e la invidia, e che ne minaccia l’indipendenza pur millantandole rispetto e protezione (una buona oncia di campanilismo autoriale è sempre legittima e degna di sorridente stima!). Ma la razionalità greca e il progresso tecnologico sono insufficienti alla realizzazione dell’identità degli esseri umani, e la chimerica perfezione della Polis non tarda a rivelare falle mostruose, nelle quali non possono non annidarsi germi di un’incontrollata follia. Ed è contro questa follia che combattono i protagonisti, a partire da Riccardo Mieli, vittima eccellente della lucidità dei creatori di Polis Aemilia. Nel conflitto fra l’aurea regolarità geometrica della città-stato e l’orgogliosamente imperfetta natura umana dell’investigatore risiede forse il vero, drammatico scontro descritto nelle pagine di questo romanzo. Ben trecento, che scorrono però via veloci.
La trama, pur essendo ricchissima di intrecci, è ben sviluppata e ha un bel ritmo, senza pause di sospensione dell’atmosfera drammatica che la permea; la complessità del giallo si scioglie lungo la via senza tralasciare nessuna delle sue componenti narrative. Il linguaggio è sobrio ma evocativo, e i numerosi personaggi sono molto ben caratterizzati nel pensiero e nel comportamento, soprattutto attraverso un uso intelligente e frequente del dialogo.
Nel dipanarsi della storia fra le anguste mura della Polis, pur con significative puntate all’esterno (come l’avvincente sortita nella città-prigione di Imola, situata in territorio italiano, o i riferimenti alla Chiesa di Canterbury, in dissidio con quella di Roma o alla selvaggia Parma controllata dalla mafia eurasiatica) non si può non essere assediati dalla curiosità di sapere cosa diavolo stia accadendo nel resto dell’Italia, dell’Eurasia e dell’intero pianeta, nello scenario distopico (oppure no?) immaginato dall’autore. Magari uno spunto per un seguito? A noi lettori farebbe un gran piacere.

P.S. per i più fortunati, il romanzo sarà presentato domani (sabato) alle 11.00 a Trieste durante il Festival della Fantascienza.

venerdì 15 luglio 2011

Maico Morellini vince l'Urania 2010

Con imperdonabile ritardo (solo qualche giorno in realtà!) diamo notizia dei risultati del Premio Urania 2010, vinto dall'amico Maico Morellini, a cui vanno le più sentite congratulazioni. Maico si aggiudica il Premio con il suo "Il re nero", che sarà pubblicato a novembre 2011.
Questa la motivazione della "giuria finale" composta da Franco Forte e Giuseppe Lippi:
"Romanzo di un esordiente che tuttavia mostra grinta, immaginazione e solide capacità narrative."
Questo invece l'elenco completo dei finalisti nominati dalla giuria primaria, composta da Sergio Altieri, Silvia Castoldi, Giuseppe Lippi, Marco Passarello, Cecilia Scerbanenco, Marzio Tosello e Sebastiana Vilia:

    Alessandro Bullo, ORPHEUS PROJECT
    Giovanni Franco Casano, LATE TIME
    Stefano Carducci e Alessandro Fambrini, I FIGLI DEL CIELO
    Manuel Diavi, HUMAN NATION
    Alessandro Forlani, QUI SI VA A VAPORE O SI MUORE!
    Paolo Frusca e Davide Valecchi, L’ARCHIVISTA
    Maico Morellini, IL RE NERO
    Corrado Neri, MACCHIA
    Daniele Titta, TRACCE DI MEMORIA
    Flavio M. Troiso, IL COLLEZIONISTA DI OPPORTUNITA’

domenica 18 ottobre 2009

E-Doll: il Booktrailer

In attesa dell'uscita in data primo di novembre prossimo, eccoci tempestivi a pubblicare il Booktrailer, lanciato oggi in rete, a cura di Francesca Fuochi, del romanzo E-Doll, del Premio Urania 2008, Francesco Verso.