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sabato 15 giugno 2013

È uscito "Capitan Acciaio supereoe d'Italia"

Già da qualche settimana è disponibile il romanzo “fantavaporistico” "Capitan Acciaio Supereroe d’Italia", pubblicato da Psiche e Aurora. Volentieri ne pubblichiamo il comunicato stampa.


«Il romanzo Capitan Acciaio – spiega Gianfranco de Turris – vede un giovane Guglielmo Marconi, alla fine dell’Ottocento, intento a creare una serie di marchingegni. Questi macchinari indossati da un coraggioso e incosciente protagonista lo trasformano in un super-soldato. Costui si assumerà l’oneroso compito di difendere un ancor giovane Regno d’Italia dalle mire vendicative del cattivo di turno: un classico mad doctor teutonico. L’autore, dunque, s’inventa una serie di trovate tecnologiche non proprio impossibili per quel tempo, ma in realtà mai realizzate come le bobine di Nikola Tesla, una Iperpila di Volta che sprigiona una energia intensissima, il motore razzo, una superlega (il duranio) imperforabile e inattaccabile, il “raggio della morte” (che peraltro si favoleggia che Marconi abbia veramente realizzato nella seconda metà degli anni Trenta), la “manta sottomarina” e così via. In campo ci sono poi personaggi di fantasia e personaggi reali: il primo ministro Antonio Starabba di Rudinì, il ministro della Guerra Luigi Pelloux, il giornalista Luigi Arnaldo Vassallo detto “Gandolin”, Gabriele d’Annunzio (al quale viene attribuito un motto che più dannunziano non si può) e così via. Quel che intriga è la sua mescolanza tra passato e futuro, con alla base una buona dose di ironia e autoironia che ci fa accettare quanto d’improbabile può esserci nella vicenda».

L’AUTORE
Max Gobbo è un profondo conoscitore del fantastico italiano. È autore dei romanzi Protocollo Genesi, Argil il figlio del fuoco e di racconti fantastici come Garibaldi e i mostri d’acciaio, La maschera nera che rileggono in chiave “fantavaporistica” la storia italiana.

LA COPERTINA
Per la copertina di Capitan Acciaio – Supereroe d’Italia, Psiche e Aurora ha affidato l’opera a Marco Turini, artista della Marvel Comics, conosciuto a livello internazionale per il tratto realistico e graffiante. Lo stile “europeo” di Marco Turini si stacca decisamente dai canoni a cui sono abituati i lettori americani. I suoi disegni, una volta arrivati oltreoceano, sono stati pubblicati nelle riviste dedicate ai più famosi supereroi (Iron Man, Spiderman, X-Men, ecc.), riscontrando un apprezzamento più che positivo da parte dei lettori.

Maggiori informazioni nel sito dell'editore, ovvero qui.




venerdì 23 marzo 2012

In arrivo il N. 9 di "IF".

Il n. 9 di IF è dedicato agli Alieni, uno dei temi più affascinanti della fantascienza, fin dai primi lavori di H. G. Wells.


Apriamo con un'originale definizione di "Alieno", dettata da Romolo Runcini, il decano del fantastico italiano. Di seguito ne parlano alcuni tra i più assidui collaboratori di IF: Giuseppe Panella, Domenico Gallo, Gian Filippo Pizzo, Gianfranco de Turris.
Annamaria Fassio e Riccardo Gramantieri dialogano su John Wyndham, mentre Piero Giorgi presenta la prima parte del suo esaustivo saggio su Jack Williamson.
A questi si aggiunge una firma d'eccezione, Jean-Pierre Laigle. Lo pseudonimo dietro il quale si nasconde uno dei più validi studiosi francesi del fantastico, ben noto per aver collaborato con la storica fanzine francese "Mercury" di Jean-Pierre Fontana, molto attiva negli anni Sessanta. Laigle inizia la collaborazione presso IF con un duplice intervento: un saggio affascinante sul misterioso pianeta Vulcano e un racconto fantastico ispirato allo stesso argomento.
Come sempre, la densità e l'originalità dei temi trattati fanno di questo numero di IF un volume monografico di grande interesse anche per i non appassionati di letteratura di genere. Un fascicolo da consultare e conservare.
Nella sezione narrativa, oltre a Laigle, Domenico Gallo si cimenta assieme a Pietro Pancamo, a un fulminante Walter Catalano e a Krzysztof T. Dabrowsky, promettente scrittore polacco che debutta su IF.
E poi l'intervista a Franco Forte, a proposito del suo ultimo romanzo, Il segno dell'untore, una rassegna di Claudio Asciuti sul cinema fantastico e le consuete recensioni.



Modalità di abbonamento
Una copia Euro 8.00
Quattro numeri Euro 30.00
Per acquisti o abbonamenti:
versamento sul c.c. postale 68903921
oppure IBAN IT35 H076 0115 5000 0006 8903 921 intestati a Gruppo Editoriale Tabula Fati 66100 Chieti - Via A. Aceto n. 18

Diffusione e Abbonamenti: rivistaif(at)yahoo(dot)it

Redazione e Direzione: direzioneif(at)hotmail(dot)com


martedì 14 giugno 2011

Rivista IF: n. 6 in uscita e n. 7 in preparazione

La redazione della rivista IF, Insolito e Fantastico, comunica che è in distribuzione il n. 6 della rivista ("Altrimondi"), e intanto annuncia il n. 7 ("Distopie"), già in preparazione. 
Nel numero 6 Riccardo Gramantieri analizza Solaris di Stanislaw Lem, Panella scrive su Robert Sheckley, Pestriniero su Clifford D. Simak, Annamaria Fassio su Jack Vance, mentre Carlo Bordoni ripropone la sua postfazione per Lotteria dello spazio di Philip K. Dick.
Completano la sezione saggistica Gianfranco de Turris su Tolkien, Carlo Menzinger sui dinosauri e Claudio Asciuti con un testo su Borges creatore di altri mondi.
La sezione narrativa ospita lo scrittore uruguayano Ramiro Sanchiz, e poi Vincenzo Bosica, Giuseppe Magnarapa, Giuseppe Picciariello, Pierluigi Larotonda, Andrea Coco.
Completano questo numero interventi e recensioni di Walter Catalano (Del sublime immondo), Maurizio Landini sulla fantascienza militare e Renzo Montagnoli, che intervista Maurizio Cometto.
La copertina è illustrata da Franco Brambilla con una tavola per Delany City
Il numero 7 invece sarà arricchito dalla presenza di un saggio di Romolo Runcini su Aldous Huxley, un inedito di Carlo Bordoni su Margaret Atwood e un'intervista a Douglas Preston. E poi saggi di Claudio Asciuti, Gianfranco de Turris, Domenico Gallo, Riccardo Gramantieri, Giuseppe Panella. Copertina di Franco Brambilla.
IF è stata anche presentata nel corso dell'Italcon/ DelosDays 2011, domenica 5 giugno a Milano.

martedì 7 giugno 2011

Altri risorgimenti: l'ucronia nel 150° anniversario della Repubblica.

Lunedì 13 giugno, alle 18.30, presso la Libreria Mondadori Faggiani Next Door, recentemente aperta in Via Giseppe Ferrari, 39-41 a Roma (quartiere Della Vittoria), Edizioni Bietti (tutti i post sull'editore: qui) presenterà il volume Altri Risorgimenti. L’Italia che non fu (1841-1870), a cura di Gianfranco de Turris, raccolta di diciannove racconti ucronici, ovvero storie alternative del Risorgimento italiano. Saranno presenti alcuni degli autori e precisamente Francesco Grasso, Massimo Mongai, Errico Passaro, Leo Sorge, Nicola Verde.



Dal sito di Edizioni Bietti:
Recita l’adagio che col se e col ma la storia non si fa. Giusto. Però con qualche se la Storia deve pur vedersela. Spiace non trovarsi d’accordo con un venerato maestro dell’autorevolezza di Benedetto Croce, secondo il quale le idee sono il propellente della Storia con maggior numero di ottani. È bella pensarla così. È edificante. Aiuta a sentirci migliori. [...] Ma c’è poco da fare: nel mettere insieme le tessere che alla fine disegneranno le pagine della Storia hanno contato, contano e conteranno anche i mal di testa, le simpatie e le antipatie, gli amori egli adulteri, la pigrizia, l’insonnia, la fame e la sete, i malumori, i calli, la cattiva digestione. Vista così, Altri Risorgimenti è qualcosa di più di una raccolta di prodigiosi, acrobatici esercizi letterari sui se e sui ma che non farebbero la storia; è una sorta di memento e di occasione per riflettere su quanto abbia contato l’accaduto, ancorché insignificante, nel determinare il punto di bussola della Storia.
Ecco dunque, in diciannove racconti ucronici, una storia alternativa del Risorgimento che non ha nulla da invidiare a quella “ufficiale”.

L'elenco completo degli autori presenti nella raccolta: Donato Altomare, Giorgio Ballario, Tullio Bologna, Marco Cimmino, Giuseppe Cozzolino, Gianandrea de Antonellis, Luigi De Pascalis, Mario Farneti, Augusto Grandi, Francesco Grasso, Marco Marino, Massimo Mongai, Errico Passaro, Renato Pestriniero, Bruno Pezone, Pierfrancesco Prosperi, Enrico Rulli, Dino Simonelli, Filoteo Maria Sorge, Nicola Verde.

giovedì 20 maggio 2010

Edizioni Bietti presenta i suoi libri di fantascienza al Salone del Libro di Torino 2010.

Prima di partire per la capitale sabauda, avevo utilizzato l’efficiente motore di ricerca interno al sito del Salone del Libro, inserendo come parole chiave “fantastico”, “fantasy” e “fantascienza”. Ebbene, il risultato cumulato della ricerca aveva prodotto, fra le centinaia di incontri previsti nei cinque giorni della manifestazione, ben cinque risultati, fra i quali alcune presentazioni di giovani autori italiani. Inserendo invece esclusivamente la parola “fantascienza”, il risultato si riduceva ad uno soltanto.
Nella sessione dal titolo “Il fantastico mondo del fantastico. La letteratura italiana tra immaginazione e realtà”, a cura delle Edizioni Bietti, domenica 16 maggio alle ore 13.00, in una sala gremita di partecipanti, la casa editrice milanese ha presentato intriganti titoli di fantascienza che fanno parte della strategia di rilancio dell’azienda nella narrativa italiana, un vero e proprio restyling in termini di immagine e contenuti che non si può non apprezzare e incoraggiare.
L’incontro è moderato da Gianfranco De Turris, che esordisce individuando nella cosiddetta “narrativa dell’immaginario” l’espressione forse più appropriata per la definizione del genere in discussione. Se da un lato è infatti opportuno riconoscere che “tutta la narrativa è fantastica” (Borges), in quanto qualunque invenzione alla base di una storia è frutto di finzione (citazione che ci trova d’accordo), può essere altrettanto importante fare riferimento a definizioni più precise per ciò che si considera unanimemente “genere” letterario. Ciò detto, il tipo di fantascienza a cui possono ascriversi i titoli della Bietti è indubbiamente quello della “fantapolitica” e della “fantastoria”. Ne è prova evidente il romanzo di Pierfrancesco Prosperi, “La casa dell’Islam”, ambientato in un prossimo futuro nel quale l’autore immagina lo scenario conseguente alla presa di potere in Italia da parte di un partito di ispirazione islamica. Il romanzo rappresenta il seguito del precedente “La Moschea di San Marco”, ed in futuro è previsto anche un terzo libro. Una storia simile rientra nella definizione di “fantapolitica” più che di “storia alternativa” in senso stretto, in quanto, alla base della narrazione, non vi è da parte dell’autore alcuna modifica determinante di un particolare evento storico. Simili considerazioni valgono anche per “Il cuoco di Mussolini”, di Carlo Bordoni (assente dall’incontro per motivi personali): in questo caso un pur inedito evento collocato dall’autore nella storia passata non modifica affatto il flusso dei fatti successivi, pertanto è preferibile parlare di “fantastoria”. Del tutto diversa è la prospettiva di Enrico Passaro, che nel suo “Inferni” affronta invece questioni di carattere religioso ricorrendo ad elementi fantastici-horror, immaginando una esasperata competizione fra emissari di inferni diversi, ascrivibili alle varie confessioni, volta ad accaparrarsi le anime degli agnostici e degli atei che abbandonano la vita terrena.
Come le importanti scelte dell’editore dimostrano, risulta dunque in crescita l’affermazione degli scrittori di FS nostrani, a riscontro diretto dell’elevato livello raggiunto sia in termini di qualità delle opere che di originalità ed inventiva.
Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano si occupano a questo punto di presentare l’antologia “Ambigue Utopie”, che hanno curato (vedi anche qui). Come ci ricorda l’affascinante sottotitolo, ovvero “Diciannove racconti di fanta-resistenza”, il volume esamina il rapporto fra individuo e potere in Italia, attraverso il tratteggio di diciannove scenari ucronici/utopici descritti in altrettanti racconti consapevolmente accomunati dal particolare punto di vista, quello proprio della sinistra politica. Talora, estrema.
Walter Catalano riferisce all’uditorio che una simile proposizione non poteva che destare pareri opposti a seconda dell’orientamento politico: nei social network è infatti evidente che mentre a sinistra il libro ha prodotto un consenso pressoché unanime, da destra invece l’operazione tenda ad essere considerata come una forma di propaganda; un confronto che ricorda in parte quello degli anni ‘70, ma con una vocazione diversa, fondata sulla maggiore serenità attuale del dibattito. Nessuno oggi (almeno nella fantascienza) intende togliere la parola al suo antagonista, e forse il dialogo fra gli opposti diventa possibile.
Il riferimento all’eredità del filone classico dei racconti dell’ucronia italiana è testimoniato dall’inclusione nell’antologia dei racconti di Vittorio Curtoni e Gianfranco De Turris, già pubblicati anni addietro su “Galassia”.
Gian Filippo Pizzo ricorda che se le due “componenti”, quella sociale e quella più disimpegnata, rispettivamente riconducibili a H. G. Wells e J. Verne, hanno sempre rappresentato i due binari sui quali la fantascienza si è mossa, durante il periodo post-bellico, in Italia, si assistette a una crescita nella diffusione delle forme più impegnate socialmente: accanto alla rivista Urania, che richiamava soprattutto lettori attratti dall’avventura, iniziarono a diffondersi autori, soprattutto statunitensi, di una forma di letteratura più “adulta”, in cui era possibile rintracciare un’attenta analisi sociologica, sovente all’interno di una matrice di tipo progressista. “Ambigue Utopie” rientra dunque a pieno titolo in questa “social sci-fi”, sebbene con una veste più dichiaratamente politica.
Nei brevi interventi conclusivi, P. F. Prosperi cita esempi classici di eventi spesso presi a prestito dagli autori di storie “ucroniche”, quali lo sviluppo delle armi nucleari o il fallito attentato ad Hitler, la modifica dei quali avrebbe avuto effetti drammatici sulla storia mondiale: gli scenari derivanti da simili operazioni immaginarie sono espressione della FS più pura; E. Passaro ricorda che è fondamentale che un romanzo sia bene equilibrato fra le sue tre componenti di base: azione, ricerca stilistica e contenuto della narrazione, e che la prevalenza di una a discapito delle altre può compromettere la qualità complessiva dell’opera.
L’interessante discussione che chiude l’evento verte sulla definizione di “ucronia” e, inevitabilmente, sulla questione “La fantascienza è sempre di sinistra?”.
Alla fine dell’incontro scambiamo volentieri due chiacchiere con l’editore, Tommaso Piccone, del quale non sfuggono fiducia ed entusiasmo nel rilancio delle Edizioni Bietti, la cui crescita nella narrativa comprende, accanto al piano editoriale “mainstream”, un importante investimento in autori italiani di genere fantascientifico, come la pubblicazione di quattro titoli in sei mesi, e la presenza a Torino come sponsor dell’unica presentazione di romanzi e racconti di fantascienza, dimostrano senza lasciare spazio a dubbi.
Dietro questo entusiasmo c’è l’obiettiva e serena consapevolezza, che non possiamo non condividere, della quantità e della qualità, entrambe elevate, di autori italiani di genere e non.
Non possiamo che rinnovare alle Edizioni Bietti (attenzione: questo è il sito internet, diffidare delle omonimie!) i nostri complimenti per una scelta che siamo certi che sarà ben ripagata da tutti i punti di vista, e che è purtroppo rara nell’attuale panorama editoriale italiano.
A presto fra le pagine di questo blog per eventuali recensioni.
Auguri sinceri all’editore e a tutti gli autori e i curatori.