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venerdì 6 luglio 2012

In arrivo: D-Doomsday.

Volentieri pubblichiamo la notizia ricevuta e relativa alla pubblicazione dell'antologia di AA.VV. dal titolo D-DOOMSDAY, a cura di Alexia Bianchini e Claudio Cordella.

"La vita appartiene ai viventi, e chi vive deve essere pronto ai cambiamenti."
Johann Wolfgang Goethe

La Fine dunque, come paura ancestrale. L’uomo ne è vittima inconsapevole fin dalla notte dei tempi. Lo stato di vertigine che ci coglie improvvisi nel pensare alla distruzione del nostro pianeta, o al drastico cambiamento di una società dispensatrice di comfort, è peggiore di quel senso di vuoto che proviamo quando pensiamo alla nostra morte. Mettiamo al mondi figli e lasciamo segni del nostro passaggio per creare continuità, ma cosa accadrebbe se un giorno finisse il mondo?
In virtù del fatto che questa antologia è nata aspettando il giorno fatidico in cui i Maya hanno decretato la Fine del Mondo, abbiamo creato il connubio fra il termine D-day, che identifica il giorno dell’attacco, e Doomsday, letteralmente “giorno del giudizio”, dando vita all’acronimo D-Doomsday.



L'idea per quest'antologia, legata a un sottogenere del fantastico come quello apocalittico e post-apocalittico, nasce da uno sguardo preoccupato rivolto alla triste realtà contemporanea. Una quotidianità che è non solo continuamente bersagliata da notizie di catastrofi, naturali e non, ma la cui stessa parvenza di normalità è assai fragile date le continue minacce. Dal terremoto che ha devastato il Giappone un anno fa allo sciame sismico che continua a tormentare le popolazioni dell'Emilia, alle rivoluzioni della cosiddetta “primavera araba” che hanno portato Libia, Siria e Yemen alla guerra civile. Le stesse notizie economiche, un tempo relegate alle ultime pagine dei giornali e alle rubriche specializzate in televisione, hanno assunto un ruolo principe nei notiziari così come nei nostri incubi. Il terrore del collasso economico, lo spettro della malnutrizione, del caos e della violenza che sempre si accompagnano alla morte di una nazione ci accompagnano costantemente. Il caso della Grecia, nazione vicinissima a noi e legata al nostro paese da un legame plurisecolare che risale all'antichità, è ormai assurto da tempo al rango di spauracchio per eccellenza della collettività.
A tutt'oggi dunque i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse della tradizione evangelica, Guerra, Carestia, Pestilenza e Morte, sembrano essere decisamente attivi: da qui il bisogno di combatterli, di esorcizzarne il potere e la forza. Che cosa di meglio allora che riesumare quella narrativa apocalittica (e post-apocalittica) che aveva già imperato durante il periodo buio della Guerra Fredda? Dagli anni '40 -'50 sino ai primi anni '90, quando la caduta del Muro di Berlino e lo scioglimento dell'Unione Sovietica decretarono la fine di decenni di paura, sono stati scritti innumerevoli i racconti e i romanzi incentrati sull'olocausto nucleare, senza contare i fumetti, i film e i programmi televisivi prodotti nel corso di quei decenni. Il nostro intento è stato proprio quello di rispolverare questo patrimonio dell'immaginario, parte da tempo anche della nostra cultura popolare (si pensi al favore di cui tutt'oggi godono personaggi post-atomici come Mad Max o Ken il guerriero), rinnovandolo in base alle paure e alle ansie del nostro presente. Guerre e rivoluzioni, con o senza l'ausilio delle temutissime testate nucleari, crisi ecologiche ed ambientali, tecnologie e forze della Natura fuori controllo: l'antologia D-Doomsday riprende, amplificandola grazie all'immaginazione degli autori presenti, la scaletta catastrofista di un qualsivoglia talk-show d'attualità. Risultando proprio per questo immediatamente comprensibile da parte di qualsiasi lettore.
D-Doomsday è un'antologia che da qualsiasi punto di vista vuole essere multi-prospettica e offrire una molteplicità di punti di vista sulla “fine del mondo”, sul crollo della civiltà e sulle possibilità di sopravvivenza del genere umano dinnanzi al pericolo rappresentato da una catastrofe globale. Proprio per questo abbiamo riunito un pool di scrittori variegato ed eterogeneo, sia per esperienza che per stile: si va da un vincitore del Premio Urania come Maico Morellini (Il Re Nero) ad autori più abituati ad esprimersi con la poesia o con rutilanti racconti a carattere satirico-umoristico, come Claudia Beveresco (alias Cloda Agriglà). Samantha Baldin, autrice di genere Steampunk, ci affascina attraverso gli occhi dell’innocenza. Non mancano nemmeno le autrici minuziose di opere di saggistica, come Serena M. Barbacetto (La scienza delle anomalie: Il caso cinese. Teorie economiche al crocevia), la quale al tempo stesso lavora da diversi anni a una trilogia sci-fi e ha al suo attivo diverse novelle pubblicate. Anna Grieco ripercorre la mitologia, trasformando un’antica profezia in una novella moderna. Impareggiabile Vito Introna, forza della natura che si contraddistingue nel panorama italiano con gli albi di sci-fi curati personalmente da lui. Anna Battaglia presenta un testo dal sapore quotidiano nascondendo una triste realtà. Aurora Torchia (alias Cordelia Hel) smuove gli animi con un testo cyberpunk. Senza contare Diego Bortolozzo, noto tra i fans della fantascienza nostrana per le sue space-opera. Personalità più “dark” sono sicuramente la curatrice Alexia Bianchini, direttrice del webmagazine Fantasy Planet (della casa editrice La Corte), autrice di romanzi “neri” come Scarn e Minon, quest'ultimo in collaborazione con Fiorella Rigoni, anch'essa del resto presente in quest'antologia con un racconto weird, e Paola Boni, scrittrice e libraia, a cui dobbiamo la trilogia fanta-horror di Amon Saga. Valentina Di Martino, libraria e appassionata del genere fantasy, così come Daniela Barisone, ci presentano una Fine apocalittica ispirata al grande Romero. Stefano Sacchini scuote gli animi con la sua crudezza e Luigi Milani volge lo sguardo al futuro, attraverso un personaggio forte e irruento. Claudio Cordella ci fa sognare grazie alle sue visioni fantascientifiche, con una protagonista degna di nota. Filippo Tapparelli apre l’Antologia con un racconto realistico e chiude Anonimo, autrice che preferisce tenere celata la sua identità, con un testo meraviglioso, lontano anni luce dal nostro tempo. Come si può ben vedere si tratta di una “fauna” assai variegata: il loro scopo, al di là dei diversi scenari proposti, alcuni decisamente al di là dell'orrore, non è stato quello di dar vita a un moderno “memento mori”, un “ricordati che devi morire” del ventunesimo secolo. Anzi, tutt'altro, perché in ognuna delle opere raccolte in Doomsday brilla la scintilla della speranza: l'augurio che ciò che si è immaginato non si possa mai concretizzare.    

Gli autori:
ANONIMO - SAMANTHA BALDIN - SERENA M. BARBACETTO - DANIELA BARISONE - ANNA BATTAGLIA - ALEXIA BIANCHINI - CLAUDIA BEVERESCO - PAOLA BONI - DIEGO BORTOLOZZO - CLAUDIO CORDELLA - VALENTINA DI MARTINO - ANNA GRIECO - VITO INTRONA - LUIGI MILANI - MAICO MORELLINI - FIORELLA RIGONI - STEFANO SACCHINI - FILIPPO TAPPARELLI - AURORA TORCHIA

sabato 12 novembre 2011

Il Re Nero è in edicola!

Polis Aemilia è una "megacittà-stato" incuneata nella Repubblica Italiana di un imprecisato futuro nel quale l’intera Eurasia ha assunto una fisionomia oggi imprevedibile. Riccardo Mieli è un investigatore privato con un inquieto e inquietante passato, che combatte a forza di cinismo e dosi elefantiache di tranquillanti. Mattia Raimondi è un onorevole ambientalista accusato di omicidio. Helena Brahamovich una squillo uccisa con diciassette coltellate nella sua abitazione nella Zona Blu della Polis, l’area del proletariato urbano annidato in edifici realizzati secondo gli assurdi principi di facciata del risparmio energetico. I Corpi Medici, dotati di una struttura fortemente militarizzata, hanno di recente preso il controllo del Policlinico, resosi responsabile della più temibile crisi sociale e medica della città-stato alcuni anni orsono, la Crisi dei cosiddetti "Dissonanti". Sono questi gli ingredienti dell’incipit de “Il Re Nero”, romanzo di Maico Morellini vincitore del Premio Urania 2010 in edicola in questi giorni, del quale vivamente consigliamo l’acquisto.
Immaginare un credibile futuro più o meno lontano nel tempo eppure a noi così prossimo nell’esasperazione delle tinte fosche dell’oggi non è cosa facile, soprattutto quando si decide di collocarlo dalle nostre parti. Solo da poco tempo a questa parte gli autori italiani, salvo eccezioni, hanno iniziato a usare il nostro paese, le nostre città, i nostri cognomi, come elementi di storie di fantascienza. Forse perché è da poco che i lettori, superando l'esterofilia che ci caratterizza, mostrano (ed era ora) migliorate capacità digestive in tal senso. A giudicare dal romanzo di Maico Morellini i risultati possono rivelarsi eccellenti. Non è semplice utilizzare luoghi e personaggi fantascientifici prelevati dall’italica quotidianità senza cadere nel banale quando non nel ridicolo, e sono perciò pochi a riuscirci in modo verosimile e divertente. Questo è precisamente quanto accade ne “Il Re Nero”, un romanzo che sarà gradito non solo ai cultori della science-fiction ma certamente anche a quelli del giallo. 
La Polis, derivante dall’aggregazione delle tre città di Bologna, Reggio Emilia e Modena, che senza soluzione di continuità sono integrate l’una nelle altre, è il frutto neo-ellenistico della ricerca di principi fondanti la società all'interno di una cultura antica, sulla base della convinzione che il solo possibile rimedio al caos imperante al di fuori dei suoi confini si trovi nella razionalità della polis greca, i cui rituali, pur rivisitati in chiave moderna, diventano usanze, tradizioni e leggi del domani. Polis Aemilia è la punta di diamante della cultura e della scienza italiane nel mondo; esporta prodotti ad alto grado di sviluppo tecnologico, usa sistemi di comunicazione e trasporto all’avanguardia rispetto al resto d’Italia, lo stato arretrato che la circonda e la invidia, e che ne minaccia l’indipendenza pur millantandole rispetto e protezione (una buona oncia di campanilismo autoriale è sempre legittima e degna di sorridente stima!). Ma la razionalità greca e il progresso tecnologico sono insufficienti alla realizzazione dell’identità degli esseri umani, e la chimerica perfezione della Polis non tarda a rivelare falle mostruose, nelle quali non possono non annidarsi germi di un’incontrollata follia. Ed è contro questa follia che combattono i protagonisti, a partire da Riccardo Mieli, vittima eccellente della lucidità dei creatori di Polis Aemilia. Nel conflitto fra l’aurea regolarità geometrica della città-stato e l’orgogliosamente imperfetta natura umana dell’investigatore risiede forse il vero, drammatico scontro descritto nelle pagine di questo romanzo. Ben trecento, che scorrono però via veloci.
La trama, pur essendo ricchissima di intrecci, è ben sviluppata e ha un bel ritmo, senza pause di sospensione dell’atmosfera drammatica che la permea; la complessità del giallo si scioglie lungo la via senza tralasciare nessuna delle sue componenti narrative. Il linguaggio è sobrio ma evocativo, e i numerosi personaggi sono molto ben caratterizzati nel pensiero e nel comportamento, soprattutto attraverso un uso intelligente e frequente del dialogo.
Nel dipanarsi della storia fra le anguste mura della Polis, pur con significative puntate all’esterno (come l’avvincente sortita nella città-prigione di Imola, situata in territorio italiano, o i riferimenti alla Chiesa di Canterbury, in dissidio con quella di Roma o alla selvaggia Parma controllata dalla mafia eurasiatica) non si può non essere assediati dalla curiosità di sapere cosa diavolo stia accadendo nel resto dell’Italia, dell’Eurasia e dell’intero pianeta, nello scenario distopico (oppure no?) immaginato dall’autore. Magari uno spunto per un seguito? A noi lettori farebbe un gran piacere.

P.S. per i più fortunati, il romanzo sarà presentato domani (sabato) alle 11.00 a Trieste durante il Festival della Fantascienza.

venerdì 15 luglio 2011

Maico Morellini vince l'Urania 2010

Con imperdonabile ritardo (solo qualche giorno in realtà!) diamo notizia dei risultati del Premio Urania 2010, vinto dall'amico Maico Morellini, a cui vanno le più sentite congratulazioni. Maico si aggiudica il Premio con il suo "Il re nero", che sarà pubblicato a novembre 2011.
Questa la motivazione della "giuria finale" composta da Franco Forte e Giuseppe Lippi:
"Romanzo di un esordiente che tuttavia mostra grinta, immaginazione e solide capacità narrative."
Questo invece l'elenco completo dei finalisti nominati dalla giuria primaria, composta da Sergio Altieri, Silvia Castoldi, Giuseppe Lippi, Marco Passarello, Cecilia Scerbanenco, Marzio Tosello e Sebastiana Vilia:

    Alessandro Bullo, ORPHEUS PROJECT
    Giovanni Franco Casano, LATE TIME
    Stefano Carducci e Alessandro Fambrini, I FIGLI DEL CIELO
    Manuel Diavi, HUMAN NATION
    Alessandro Forlani, QUI SI VA A VAPORE O SI MUORE!
    Paolo Frusca e Davide Valecchi, L’ARCHIVISTA
    Maico Morellini, IL RE NERO
    Corrado Neri, MACCHIA
    Daniele Titta, TRACCE DI MEMORIA
    Flavio M. Troiso, IL COLLEZIONISTA DI OPPORTUNITA’